Il MuVIM, il Museo Valenciano dell’Illustrazione e della Modernità

Continuo il mio viaggio alla scoperta dei musei valenciani e la tappa di oggi è stata il MuVIM, il Museo Valenciano dell’Illustrazione e della Modernità.

Ospita un’esposizione permanente chiamata “L’Avventura del Pensiero”, la cui visita è guidata e deve essere prenotata (ma potete prenotarla anche quando acquistate il vostro biglietto, se ci sono ancora posti disponibili), ed esposizioni temporanee suddivise in diverse sale su vari piani.

L’edificio è moderno, costruito principalmente in cemento lasciato pressoché grezzo, e suddiviso, appunto, su più piani, che però non sono molto ordinati e comodamente raggiungibili.

Dal salone centrale, infatti, dove si trova la biglietteria, l’accesso alla caffetteria e alla libreria, con un bellissimo ascensore panoramico si raggiunge il terzo piano, con una zona dedicata all’esposizione permanente e una zona per le esposizioni temporanee. In questo caso, si trattava di una bella mostra fotografica dal nome Railowsky, con foto che rappresentavano scene di vita quotidiana della Spagna della seconda metà del XX secolo.




Sempre dall’androne principale, è possibile tramite una rampa scendere ai piani inferiori, che ospitano altre sale usate per le mostre temporanee.

Nell’androne è possibile ammirare una piantina in 3D della Valencia del XVIII secolo, visitabile gratuitamente, di circa 24 mq e riprodotta in scala 1:500, ricreata basandosi sul piano originale manoscritto dal sacerdote Tomàs Vicent Tosca i Mascó e realizzata completamente a mano in materiale plastico.

Se volete qualche informazione storica, invece, sappiate che il museo, inaugurato nel 2001 e costruito dall’architetto originario di Siviglia Guillermo Vázquez Consuegra, è considerato uno dei migliori esempi di architettura contemporanea di Valencia.

Nel complesso il museo è tranquillo e, soprattutto, è molto comodo da raggiungere, visto che si trova davvero a due passi dal centro di Valencia.

Note negative? Mi spiace dirlo ma… le guardie, tante, presenti per vigilare nelle varie sale (perché le svariate telecamere di controllo evidentemente non sono sufficienti), che sono davvero fastidiose e al limite del molesto. Non c’erano moltissime persone quando ho visitato il museo, anzi, in totale in ogni sala non eravamo più di due o tre persone per volta e le guardie ci marcavano a uomo. Non so se il mio indugiare davanti ad un’installazione è stato frainteso e le guardie hanno pensato che stessi progettando come nascondermi l’opera in borsetta ma, siccome così non era, alla lunga è stato davvero frustrante. Capisco facciano il loro lavoro ma io, da visitante, faccio il mio. E, in questo caso, è guardare, ammirare e indugiare, per comprendere cosa l’artista voglia comunicare.

A parte questo… lo consiglio, soprattutto se siete amanti di questo genere di arte.

Inoltre, il museo si affaccia su una piazzetta davvero molto caratteristica, nella quale potete incontrare anche la bellissima biblioteca comunale e la terrazza della caffetteria, con i suoi divanetti nascosti tra le palme e i resti di antiche colonne.




**INFORMAZIONI UTILI**

Dove: Carrer de Quevedo, 10, 46001 Valencia 

Orari: da martedì a sabato dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 20 – domenica dalle 10 alle 20 – lunedì chiuso

Prezzo: intero € 2,00 – ridotto € 1,00 – sabato, domenica e festivi entrata gratuita

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