Il Museo Archeologico dell’Almoina di Valencia

Oggi vi porto con me alla scoperta di un altro importante museo valenciano: il Museo Archeologico dell’Almoina. Per farlo, devo però spendere due parole per raccontarvi come nacque Valencia.

La storia di Valencia inizia molti anni fa, precisamente nell’anno 138 a.c., quando i Romani fondarono la città di Valentia sulle sponde del fiume Turia.

Nel Museo Archeologico dell’Almoina è possibile fermarsi proprio nel punto in cui nacque la città di Valencia, cioè nel punto d’incontro fra due importantissime strade, il Cardo Maximo e il Decumano Maximo. Infatti, la fondazione di ogni città romana aveva inizio con il tracciato di queste due importanti arterie, il Cardo Maximo, che tagliava la città da nord a sud, e il Decumano Maximo, che invece andava da est a ovest. A partire da queste due strade principali, venivano poi create tutte le altre strade parallele e perpendicolari, formando così un reticolato.

Ma la storia di Valencia non è sempre stata tranquilla e pacifica. Nel 75 a.c., infatti, Valencia venne distrutta dal generale Gneo Pompeo Magno e rimase in stato di abbandono per circa una settantina di anni. Fu infatti tra il 5 a.c. e il 5 d.c. che iniziò ad essere abitata nuovamente.

Bisogna riconoscere che durante il periodo di dominazione latina, Valencia crebbe moltissimo e divenne uno dei centri più importanti della penisola iberica.



Nel piano sotterraneo del museo potrete ripercorrere la rinascita di Valencia, ammirando i resti di tutte le costruzioni che vennero create durante l’epoca romana.

Seguendo il percorso creato, potrete ammirare per esempio i resti del Ninfeo, la grande fonte di acqua pubblica, costruita durante il I secolo d.C. nel punto in cui sorgeva il santuario dedicato al culto dell’acqua. Camminando ancora, potrete ammirare i resti dell’horreum, l’edificio pubblico dove venivano conservati i raccolti di cereali e altri beni di prima necessità, della factoría, l’edificio destinato alla produzione dei prodotti alimentari e le terme, immancabili in una città romana. Insomma, camminando lungo le passerelle in vetro, potrete davvero camminare lungo le strade romane di duemila anni fa!

Inoltre, conservati in alcune teche, potrete ammirare resti di vasi, anfore e piatti, alcuni risalenti al periodo della rifondazione di Valencia (5 a.c. – 5 d.c.) e ritrovati all’interno di un pozzo, ancora visibile, nel quale vennero depositati 677 pezzi di ceramica, fra cui piatti, bicchieri, anfore, vasi e resti ossei di animali, utilizzati durante il banchetto organizzato per festeggiare la rinascita della città.

Nell’ottavo secolo, invece, dopo un periodo di dominazione visigota, Valencia cadde in mano agli arabi, la cui dominazione durò circa 500 anni e trasformò notevolmente la fisionomia di Valencia. Sono dell’epoca musulmana alcune delle costruzioni più importanti della Valencia odierna.

In una città islamica i due edifici più importanti rappresentativi del potere religioso e politico erano la moschea maggiore, sui cui resti sorge oggi la Cattedrale di Valencia, e l’alcázar, che, all’interno di un recinto murato, ospitava la residenza del governante e della sua famiglia e ampi spazi aperti, come giardini, piscine e il cimitero reale. Nel Museo dell’Almoina potrete vedere una alberca, una di queste piscine dell’alcázar, parte del patio e alcuni resti delle mura che delimitavano alcune stanze.

In ultimo, potrete visitare una sala dove ammirare incredibili resti in vetro ritrovati in Valencia e risalenti a epoche differenti, dalla cristiana all’araba, tra cui il bol cristiano de l’Almoina, una ciotola di vetro romana che certamente è il reperto in vetro più importante ritrovato a Valencia e uno dei più importanti mai trovati in Spagna. Si tratta di un recipiente emisferico di vetro di gran qualità, impreziosito da intagli che ritraggono importanti scene cristiane, risalente al IV secolo e ritrovato in un edificio relazionato direttamente con il martirio di San Vicente.




Il Museo dell’Almoina prende il suo nome dall’istituzione benefica creata nel 1303 dal vescovo di Valencia Ramón Despont, chiamata la Almoina de la Seu (almoina significa elemosina), che si occupava di aiutare le persone povere somministrando loro cibo. Nel 1314 la sede venne spostata nella casa che il vescovo possedeva nelle immediate vicinanze della Cattedrale, che si trovava proprio dove ora sorge il museo e che venne abbattuta alla fine del XIX secolo. Fu durante gli scavi che si fecero nel XX secolo che tornarono alla luce i resti ora visibili nel Museo.

Insomma, visitare il Museo Archeologico dell’Almoina è un vero e proprio viaggio attraverso la Valencia antica, alla scoperta delle sue origini.

**INFORMAZIONI UTILI**

Dove: Plaza Décimo Junio Bruto, 46003 Valencia

Orari: da martedì a sabato dalle 9.30 alle 19 – domenica e festivi dalle 9.30 alle 15 – lunedì chiuso

Prezzi: intero € 2,00 – ridotto € 1,00

Tempo per la visita: 40-45 minuti




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