La Cripta Arqueológica de la Cárcel de San Vicente Mártir

Stamattina ho deciso di continuare con le mie consuete visite ai monumenti di Valencia e ho scelto di andare a visitare la Cripta Arquelógica de la Cárcel de San Vicente Mártir.

COS’È

È così chiamata perché pare sia stata il luogo di detenzione del martire valenciano San Vicente durante il IV secolo. Però non è solo questo: questa cripta archeologica ospita una cappella funeraria di epoca visigota (periodo storico del dominio visigoto nella penisola iberica tra il secolo V e il secolo VIII) in ottimo stato conservativo, che venne eretta come luogo di sepoltura di un vescovo, probabilmente Justiniano, morto nel V secolo, la cui tomba si trova nella crociera, cioè la parte in cui si intersecano la navata e il transetto.

Durante il periodo islamico, questa cripta venne trasformata in bagni arabi, che rimasero tali fino alla riconquista della città da parte dei cristiani guidati da Jaime I nel 1238.

Nella cripta si può notare anche un frammento di pittura murale romana con l’immagine di Mercurio, parte di un sarcofago paleocristiano, vari reperti ritrovati durante gli scavi e la cappella, che la tradizione vuole abbia ospitato il Santo durante la sua reclusione.




La visita inizia con un filmato di una ventina di minuti che ripercorre la storia di questo luogo, dalla sua costruzione fino ai giorni nostri e racconta la storia del Santo e dei suoi periodi passati qui.

Museo dal 1998, questo scavo archeologico è di importanza storica inestimabile perché è possibile riconoscere reperti architettonici di tutte le epoche storiche che nel tempo si sono alternate.

Per voi ho realizzato qualche foto e un piccolo video, che spero vi incuriosiscano a visitare questo luogo.

Gli scavi sono piccoli, perciò il tempo per la visita è di circa mezzoretta, considerando la visione del video introduttivo.

CHI ERA SAN VINCENZO MARTIRE

Se vi interessa, questo è un piccolo approfondimento sulla figura del Santo valenciano più famoso: San Vicente Martir.

Nato probabilmente a Huesca nella seconda decade del terzo secolo, anche se sia Valencia che Saragozza ne rivendicano i natali, era di nobile famiglia e venne istruito per diventare membro della Chiesa Cattolica, iniziando dapprima come Arcidiacono del Vescovo di Saragozza.

Durante i primi anni del 300, l’imperatore Diocleziano iniziò la sua persecuzione contro i cristiani e ordinò l’arresto, la tortura e la morte di moltissimi cristiani che ricoprivano cariche pubbliche e la distruzione di libri ed edifici cristiani.

Tra i molti cristiani incarcerati c’erano anche Vincenzo e il suo vescovo Valerio, che vennero arrestati da Daciano, il prefetto della provincia, che li torturò e infine uccise, senza che essi rinnegarono mai la loro fede.

La leggenda narra che Vincenzo disse a Daciano, sorpreso nel vedere i due uomini ancora in buona salute nonostante le torture che egli ordinò venissero loro inflitte:

“La nostra fede è una sola. Gesù è il vero Dio: noi siamo suoi servi e testimoni. Nulla noi temiamo nel nome di Gesù Cristo e vi stancherete prima voi a tormentarci che noi a soffrire. Non credere di piegarci né con la promessa di onori né con la minaccia di morte, perché dalla morte che tu ci avrai dato saremo condotti alla vita”.

Vincenzo morì il 22 gennaio del 304 e, ad oggi, è uno dei martiri spagnoli più conosciuti e venerati nel mondo e il 22 gennaio per Valencia, e per molte altre città spagnole e straniere, è una grande festa.

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**INFORMAZIONI UTILI**

Dove: Plaça de l´Arquebisbe, 1, 46003 València, Valencia, Spagna

Orari: da lunedì a sabato dalle 9.30 alle 14 e dalle 15 alle 19 – Domenica e festivi dalle 9.30 alle 15.

Prezzo: intero €2, ridotto €1, domenica e festivi gratuito

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