Trasferirsi a Valencia: quali documenti servono?

Valencia non è solo una meta turistica. Anzi, negli ultimi anni sempre più italiani scelgono Valencia come meta in cui trasferirsi per “iniziare una nuova vita”.

Un po’ come abbiamo fatto noi, in un certo senso.

Questo articolo è rivolto perciò non ai turisti, per i quali, per venire a Valencia in vacanza, è necessaria solo la Carta d’Identità e la Tessera Sanitaria (nello sfortunato caso abbiate bisogno di assistenza medica), ma ai connazionali che intendono trasferirsi qui a vivere.

Cercherò di fare un po’ di chiarezza e di dare qualche informazione utile a riguardo, basate soprattutto sulla mia esperienza personale. Probabilmente altri avranno seguito un’altra strada per conseguire gli stessi documenti, però c’è da dire che, come in tutte le questioni burocratiche (in Spagna come in Italia), spesso nemmeno il personale degli uffici pubblici sa esattamente cosa bisogna fare e come.

Il certificato di Empadronamiento: la residenza

Il primo passo, una volta trovata casa e dopo esservi trasferiti, è fare l’empadronamiento, ossia il certificato di residenza.

Per farlo, bisogna recarsi in uno degli uffici comunali riportati in questo link con copia e originale dei propri documenti (carta d’identità e/o passaporto) e copia e originale del contratto d’affitto o di una bolletta che attesti la residenza.

Preciso che noi abbiamo appena fatto il secondo empadronamiento, avendo traslocato circa un mese fa, e nei due casi abbiamo seguito due procedure diverse ma andate entrambe a buon fine.

La prima volta ci siamo recati senza appuntamento all’ufficio di C/ Matías Perelló, 7 e una signora molto gentile ci ha empadronati in meno di 5 minuti.

La seconda volta, invece, siamo andati all’ufficio centrale in Plaza del Ayuntamiento (entrata per C/Periodista Azzati, 2), previo appuntamento preso sul sito. Stesso risultato anche se in quest’ultimo caso ci sono voluti un po’ più di 5 minuti!

Una volta ottenuto l’Empadronamiento, per il quale vi rilasciano un foglio attestante il vostro nuovo indirizzo, potete iniziare la pratica per richiedere il NIE.




Il NIE: il Número de Identidad del Extranjero

Il NIE è il Número de Identidad del Extranjero, cioè un codice alfanumerico di 9 caratteri che vi accompagnerà per tutta la vostra vita qui in Spagna. Ogni volta che farete un contratto o che vi consegneranno un pacco a casa ve lo chiederanno. In realtà a me una volta lo chiesero anche in una lavanderia quando portai a lavare due giubbotti! Diciamo che è un po’ come un codice fiscale italiano, perciò anche per richiedere la tessera punti Carrefour vi chiederanno il NIE.

Non disperate però! Se ancora non l’avete, quando vi chiedono il vostro NIE potrete dare il numero della carta d’identità o del passaporto italiano.

Per richiederlo dovrete prendere prima di tutto l’appuntamento online a questo sito e recarvi poi il giorno dell’appuntamento in C/Bailen, 9 che si trova vicino alla Estación del Norte.

Dovrete portare copia e originale dell’Empadronamiento, dei vostri documenti d’identità e del modello EX-15 compilato.

Una volta arrivati all’ufficio un gentile poliziotto vi darà un numerino e attenderete di essere ricevuti. Poi, una volta entrati, istituiranno la pratica, vi daranno un foglio con il quale andare in banca subito per pagare una tassa di €9,45. Ritornerete all’ufficio con la tassa pagata e vi rilasceranno quindi un foglio provvisorio. Una decina/quindicina di giorni dopo dovrete tornare per ritirare il foglio ufficiale con il vostro numero NIE.

Di norma questo NIE è provvisorio e dura 3 mesi ma ho provato a chiedere direttamente all’ufficio come fare a rinnovarlo e lo stesso poliziotto mi ha detto che non è necessario, salvo che per qualche pratica burocratica particolare che lo richieda appena rinnovato.

È fondamentale avere il NIE soprattutto se avete intenzione di lavorare qui, perché senza non potranno stipularvi un contratto di lavoro.

Quando ancora eravamo in Italia ci eravamo informati presso l’ambasciata per capire se era possibile ottenerlo già dall’Italia. In qualche modo dovrebbe essere fattibile, ma alla fine abbiamo optato per farlo direttamente qui.




L’iscrizione all’AIRE, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero

Altra pratica burocratica da gestire quando vi trasferite all’estero (a prescindere dal paese di destinazione) è l’iscrizione all’AIRE, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, anche se questa è una pratica che interessa solo lo Stato Italiano e non il nuovo stato di residenza (la Spagna in questo caso).

Come dice il sito ufficiale del Ministero degli Esteri, “devono iscriversi all’AIRE i cittadini che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori a 12 mesi” (e potrebbe essere il mio caso). Però “l’iscrizione all’A.I.R.E. è effettuata a seguito di dichiarazione resa dall’interessato all’Ufficio consolare competente per territorio entro 90 giorni dal trasferimento della residenza”.

Ora, anche se mi piacerebbe avere il dono della veggenza, è difficile in 90 giorni sapere con certezza che si rimarrà in un paese straniero per più di un anno. Con la media con cui cambiamo casa noi, poi!! In qualunque caso, mi sono iscritta e, nel malaugurato caso in cui prima della fine dei 12 mesi tornassi in Italia, mi cancellerò.

Iscriversi è semplicissimo. Basta inviare a mezzo raccomandata al Consolato di Barcellona (nella cui circoscrizione rientra anche Valencia) il modulo allegato con copia dei documenti personali. Io per sicurezza nella busta ho messo tutto (copia carta d’identità, passaporto, NIE, Empadronamiento… della serie “chi più ne ha, più ne metta”!!). Dopo una quindicina di giorni il Comune Italiano dove risiedevo prima del trasferimento mi ha comunicato a mezzo mail l’Iscrizione all’AIRE.

Dopodiché da questo momento in poi… il caos! Il Comune mi disse che avrei ricevuto un documento ufficiale di iscrizione direttamente dall’AIRE. Dopo vari giorni, ho chiamato il consolato che mi ha detto che “No! È il Comune che invia un documento anche se in realtà non esiste un vero Certificato di Iscrizione. È più che altro un foglio che può essere utilizzato per usi privati (ad esempio inviarlo alla compagnia assicurativa) per informare circa la nuova residenza all’estero. La mail che ha ricevuto già potrebbe valere come conferma”. Ok, insomma… mettetevi d’accordo!

Come ho specificato all’inizio, questo articolo non vuole essere una Bibbia sulle procedure per ottenere i documenti necessari ma semplicemente un aiuto per chi si trova a doversi scontrare con la burocrazia spagnola che, per molti aspetti, non ha nulla da invidiare a quella italiana!

In realtà, nella mia totale ignoranza, immaginavo che in quanto cittadini europei e in virtù della tanto acclamata “libera circolazione delle persone e delle merci all’interno dell’Europa” trasferirsi in Spagna per un Italiano sarebbe stato più facile. Nella pratica, invece, mi trovo a girare con un foglio di carta in stile “Permesso di Soggiorno per extra-comunitari” che già dopo 6 mesi sta diventando un po’ illeggibile!




9 Comments

  1. Rispondi

    Claudia Lemmi

    Ciao! Grazie per l’articolo, ben spiegato e semplice 🙂 Devo iniziare ora queste pratiche… ti volevo chiedere per favore se sai dirmi più o meno dopo quanto danno l’appuntamento. Inoltre… sai se anche per fare un contratto di linea wi-fi chiedono il NIE? Cioè, ti danno il NIE dopo che hai preso la residenza in una casa, ma non ti permettono di accedere alle varie utenze senza NIE… in poche parole ci costringono a stare senza luce e acqua per un po’… fortuna che almeno per quanto riguarda le utenze base il proprietario ha accettato di tenerle in testa lui fino a quando non abbiamo il NIE! UFFFFF! Mi ero informata prima di partire ma purtroppo ci sono parecchi articoli che deviano online…
    Saludos!

    1. Rispondi

      Eleonora

      Ciao Claudia, in realtà se affitti una casa le utenze come luce e gas (se c’è, perché non tutte le case hanno il gas) restano sempre a nome del proprietario e, di volta in volta, viene cambiato solo il conto di addebito, che è quello dell’inquilino. Molto diverso rispetto all’Italia! Spesso lo stesso è anche per il telefono/internet, dipende. Nel caso, sì, per fare un tuo contratto devi avere il NIE, quindi per qualche settimana potresti essere senza internet. Per il cellulare, invece, se vuoi fare una ricaricabile non serve il NIE e basta la tua carta d’identità.
      Per il NIE noi abbiamo dovuto aspettare circa un mesetto, per avere il primo appuntamento, più un’altra settimana per averlo.
      Spero che le mie info ti siano d’aiuto!
      Ciao 🙂

  2. Rispondi

    paola

    Ciao! Io l’anno scorso ho fatto l’eramsus a granada 10 mesi e ho fatto il NIE.
    A settembre andrò a studiare a Valencia e mi servirà il nie. In teoria non lo devo rifare perchè dopo una volta che lo si fa basta rinnovarlo. Il problema è che non mi ricordo il codice NIE e non trovo nemmeno le carte. In teoria loro tramita il numero della carta d’identità possono ricavarlo. Mi confermate tutto ciò? Oggi ho provato a chiamare a valencia ma non rispondono..

    1. Rispondi

      Eleonora

      Ciao Paola, sì ti confermo che il NIE è unico per la vita. Quindi, se l’hai già fatto a Granada non devi rifarlo qui. Però potrebbe essere necessario rinnovarlo.
      Immagino che loro riescano a recuperarlo tramite il tuo nome, come hai detto tu, ma non mi è mai capitato personalmente, quindi non so con certezza.
      Puoi provare a chiedere direttamente al consolato spagnolo in Italia, magari riescono ad aiutarti.
      Altrimenti una volta qui, puoi provare a chiedere direttamente agli uffici qui di Valencia se riescono a farti avere una copia.
      Ciao, Eleonora

  3. Rispondi

    Elisa

    Ciao. Io a settembre mi volevo trasferire a Valencia e provare a viverci.
    Il problema è che non sono cittadina italiana, questo cambia tutto? Oppure serve appunto procedere tranquillamente con i procedimenti che ci hai illustrato?

    1. Rispondi

      Eleonora

      Ciao Elisa, se sei cittadina di un paese dell’Unione Europea credo cambi poco o niente, però se sei extra-comunitaria credo che possa essere un pochino diverso, ma onestamente non lo so. Nel caso, ti conviene sentire l’ambasciata o il consolato spagnolo nel tuo paese prima di partire e chiedere se serve solo il NIE o servono altri documenti.
      Ciao e buona fortuna! 😉

  4. Rispondi

    Patrizia

    Salve, vorrei dei consigli, suggerimenti in merito alla mia decisione di trasferirmi in spagna.
    Premetto che non voglio aprire ristoranti e non siamo in. Cerca di lavoro.
    Allora vengo al dunque, qui in italia non si vive più, sì sopravvive, i nostri figli non hanno un futuro. Quindi abbiamo deciso di andare via, premetto che un lavoro come dipendente statale mi mancano una decina di anni alla pensione e mia moglie una fisioterapista osteopata molto affermata, il nostro cruccio principale è che non sappiamo quale futuro prospettare alle nostre bambine, una ha 13 anni ed ha appena iniziato il primo superiore La seconda è al primo anno di scuole medie entrambi parlano lo spagnolo. Ora io vi chiedo Valencia come città come vivibilità come prospettive scolastiche future è all’altezza?
    Qual’e la miglior zona dove abitare?
    Grazie

    1. Rispondi

      Eleonora

      Buongiorno, grazie per il tuo messaggio.
      Per quello che ho potuto vedere posso dirti senz’altro che Valencia è una città molto adatta a bambini e ragazzi. Qui tutte le famiglie hanno almeno due o tre figli e in generale è molto ben organizzata per loro. Ci sono moltissime scuole, sia pubbliche che private, e in città organizzano moltissimi eventi. Io non ho figli, quindi non ho un’esperienza diretta, ma credo che il livello delle scuole sia nel complesso buono, incluse le università.
      Per quanto riguarda le zone in cui vivere, diciamo che non esiste una zona migliore delle altre, molto dipende dal budget che si ha a disposizione e da cosa si preferisce. Ad esempio, nel centro storico c’è più confusione, è difficile se non impossibile girarlo in auto, c’è molto più rumore in generale. Però chiaramente è dove si concentrano la maggior parte dei monumenti, dei ristoranti, degli eventi. Però ci sono moltissime zone adiacenti al centro che, nonostante rimangano comode con il centro raggiungibile a piedi o con gli autobus, sono più tranquille e vivibili.
      Nel caso, vi consiglio di venire qui qualche giorno, vedere la città, girare un po’ i quartieri, valutarli e poi vedere cosa offre il mercato immobiliare in ciascun quartiere e quali servizi ci sono.
      In generale posso dirti che Valencia è una città molto tranquilla, vivibile e sicura. È ben organizzata e nonostante non sia grande come Barcellona o Madrid c’è davvero tutto.
      Spero di esserti stata utile e per qualsiasi altra necessità o informazione, non esitare a scrivermi!
      Ciao! 😉

  5. Rispondi

    Patrizia

    Grazie per la risposta
    Secondo la tua esperienza una famiglia di due adulti e due ragazze con una rendita di 2500 € puo vivere puo vivere dignitosamente a valencia, affittando casa etc….

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *