Trasferirsi a Valencia dall’Italia con la propria auto: come fare?

State pensando di trasferirvi a Valencia? In Italia possedete un’auto e non sapete ancora se portarla con voi in Spagna o lasciarla in Italia?

Io avevo gli stessi dubbi, ma dopo averci pensato su per molto tempo, ho deciso di portarla con me a Valencia.

Qualcuno mi disse che avevo tempo un anno per regolarizzare la situazione, ossia per fare il cambio di targa da italiana a spagnola. Niente di più SBAGLIATO!

Non avete un anno di tempo ma 6 MESI.

Infatti, per i primi sei mesi l’auto italiana, ovviamente con tutti i documenti in regola, può tranquillamente circolare in modalità turistica, cioè come se avesse un visto da turista.

Entro sei mesi, però, dovete avviare la procedura di Importazione che terminerà con l’assegnazione di una targa spagnola.

Non sapendo da dove iniziare mi sono rivolta a una scuola guida che per gestire la pratica mi ha chiesto 250 euro. Ok, ora non so che auto avete voi, ma la mia ne vale quasi altrettanti e quindi mi è sembrato un prezzo un po’ troppo elevato.




Perciò mi sono rimboccata le maniche e sono andata all’ufficio del Trafico, la Motorizzazione spagnola, intenzionata a “fare da me”. Mi hanno dato un foglio con un elenco piuttosto lungo di documenti che dovevo portare e tasse che dovevo pagare, ma senza spiegarmi a chi richiedere i documenti o in quali uffici pagare le tasse richieste. Triste e demoralizzata sono tornata a casa e per un momento mi ha sfiorato l’idea di rimandare l’auto in Italia e venderla. Ma non avrei risolto il problema. Un’auto qui mi serve, anche se la uso abbastanza poco.

Sono passate un paio di settimane senza che io abbia fatto niente e poi, un giorno, mentre camminavo per la Gran Vía Ramon y Cajal mi ha attirato l’insegna dell’ufficio RACE, che indicava tra le loro competenze l’importazione di auto straniere.

Sono entrata, ho parlato con Teresa (gentilissima), le ho spiegato la situazione e per soli 70 euro abbiamo attivato la procedura. Mi ha spiegato i passi da seguire, mi ha fissato i vari appuntamenti e in meno di 10 giorni sono riuscita ad avere le mie nuove targhe spagnole.

In questo articolo vi spiego la procedura che ho dovuto seguire. Come sempre vi ricordo che non si tratta in assoluto di una verità scientifica. Semplicemente vi racconto la mia esperienza, che comunque ha portato al risultato richiesto, e spero possa esservi di aiuto. Sicuramente l’esperienza di altri, seguiti da altre agenzie, sarà diversa.

Ora vi spiegherò il più dettagliatamente possibile i passi da seguire per importare un’auto italiana a Valencia.

1. FARE LA FICHA TECNICA

Prima di tutto bisogna redigere la ficha técnica, cioè un documento che un ingegnere rilascia sulla base dei dati tecnici dell’auto. Praticamente riporta i dati che sono presenti sul libretto italiano, come le dimensioni del mezzo, i dati del motore (cavalli, cilindrata, …), i dati relativi al tipo di carburante utilizzato, le informazioni sui pneumatici montati, eccetera. L’emissione della Ficha mi è costato 90 euro.




2.FARE LA REVISIONE ALL’ITV

Il secondo passo è andare all’ITV per fare l’Inspección Técnica de Vehículos, in altre parole la Revisione. Infatti, se l’auto non passa la revisione non potete fare la richiesta di importazione. Io mi sono recata alla ITV di Masalfasar, un poco fuori Valencia in direzione Nord, su consiglio dell’Ingegnere. Senza appuntamento sono stata ricevuta subito e dopo aver controllato tutta la documentazione, mi hanno fatto andare nell’officina, dove hanno revisionato l’auto. Hanno provato tutto, luci, freni, tergicristalli, clacson; l’hanno misurata; l’hanno stressata con le varie prove sui rulli. Alla fine, si sono trattenuti tutta la documentazione originale tra cui il libretto italiano e, in cambio, mi hanno rilasciato un foglio provvisorio per circolare. Il costo della revisione è stato di € 96,18, ma il prezzo varia a seconda dell’auto (motivo per il quale è necessario avere la ficha técnica per poter fare la revisione). Tre giorni dopo sono tornata allo stesso ufficio per ritirare la documentazione, tra cui l’Informe de Inspecció Técnica de Vehículos, che attesta che l’auto ha superato la revisione.

3.PAGARE LE TASSE

A questo punto sono tornata all’ufficio RACE e ho consegnato tutto a Teresa. Hanno inserito i dati dell’auto a computer e alla fine mi hanno calcolato tutte le tasse comunali, statali e di immatricolazione che dovevo pagare: totale 365 euro. Nel calcolo hanno incluso il costo delle targhe vere e proprie, cioè delle placche di metallo da attaccare alla macchina e il costo per richiedere all’Italia il duplicato del libretto di circolazione. L’originale, infatti, viene trattenuto dalla Jefatura di Valencia. Per poter pagare le tasse statali è necessario avere una posizione presso l’Agencia Tributaria. Nel mio caso non l’avevo, perciò sono dovuta andare all’agenzia tributaria di Valencia, che si trova in Plaza de la Ciudad de Bruges, e mi sono iscritta all’Alta. L’ho fatto senza appuntamento, semplicemente ho parlato con l’impiegato del banco informazioni e gli ho spiegato cosa dovevo fare. Lui mi ha consegnato un modulo da compilare e un bigliettino con il numerino. Appena mi hanno chiamato, in pochi minuti ho aperto la mia posizione fiscale spagnola.

4.ARRIVO DELLE TARGHE E PAGAMENTO DELL’ASSICURAZIONE

Pagate tutte le tasse, RACE mi ha chiamato per informarmi che le mie nuove targhe spagnole erano disponibili. Ovviamente, prima di poter fare il cambio delle targhe dovevo attivare una nuova assicurazione spagnola. Perciò mi hanno fatto un preventivo, molto più economico rispetto all’Italia, mantenendo invariate le condizioni assicurative. Ho pagato l’assicurazione e il giorno successivo sono andata a ritirare le mie targhe nuove. A questo punto, mi sono recata presso un’officina per fare il cambio delle targhe e… finalmente l’auto è in regola a tutti gli effetti.




5.CHIUDERE LA PRATICA CON L’ACI ITALIANO

Ovviamente, non abbiamo finito! Già perché per ora abbiamo sistemato la parte burocratica spagnola ma ancora bisogna sistemare la situazione con l’Italia. Ho contattato l’ACI, il quale mi ha comunicato che per finalizzare la procedura devo tornare in Italia (io, non si può delegare nessuno!) con tutta la documentazione (tra cui il duplicato del libretto che abbiamo richiesto precedentemente) e le vecchie targhe italiane. In questo modo cancelleranno definitivamente l’auto dal registro italiano e così non mi sarà più richiesto il pagamento del bollo auto.

Pertanto, sono tornata in Italia, sono andata in un ufficio ACI con le targhe e ho consegnato allo sportello le targhe, appunto, l’originale del Certificato di Proprietà dell’auto (per fortuna mi ero portata dietro tutti i documenti dell’auto!) e la copia del libretto che mi avevano rilasciato qui in Spagna. Ho pagato 101,80 euro, sì esatto… 101,80 euro!, per la chiusura della pratica e la cancellazione dell’auto dalla motorizzazione italiana e poi ho dovuto ritirare circa tre giorni dopo, ma questo lo può fare qualcuno per vostro conto, l'”Attestazione di presentazione formalità” rilasciata dal PRA di competenza, dove si attesta la Denuncia di Cessazione della Circolazione dell’auto, o meglio della vecchia targa, per Esportazione.

IN DEFINITIVA…

La mia auto è un’utilitaria, piccolina e con alle spalle già 9 anni di vita. In tutto, la pratica di importazione mi è costata quasi 550 euro, non poco! E oltre 100 la chiusura della pratica italiana. Il problema è che non è possibile sapere prima il preventivo dei costi legati all’importazione. Infatti, sia la revisione che il pagamento delle tasse dipendono dalle caratteristiche dell’auto e quindi si scoprono solo durante il percorso.

Vi invito perciò a non sottovalutare questo procedimento, anche dal punto di vista economico. Se me lo avessero detto prima che avrei speso così tanto forse ci avrei pensato su!

In ogni caso, spero che la mia esperienza e che le informazioni riportate in questo articolo vi siano d’aiuto e se necessitate di assistenza, vi consiglio fortemente l’agenzia che ha seguito la mia pratica!

5 Comments

  1. Rispondi

    Emy Farella

    Informazioni utilissime, grazie! 😉

  2. Rispondi

    Emy Farella

    Grazie! Informazioni molto utili!

  3. Rispondi

    Davide

    Io vorrei immatricolare il mio camper ma leggendo tutte queste precise informazioni ci rinuncio

  4. Rispondi

    dreajayjay

    Interessante articolo, ma non sono totalmente d’accordo sul fatto che non ne valga la pena. Chiaramente, dipende dall’auto: se hai un’auto che a stento cammina ed è prossima alla rottamazione, è inutile farlo, ma se la tua auto comunque funziona, varrebbe comunque la pena farla reimmatricolare fuori. Se è vero che per un’utilitaria costi così tanto, dall’altro punto di vista comunque hai sempre la tua auto e non sei costretta a comprarne un’altra (con tutti i problemi e le spese che richiedono l’acquisto di una nuova auto, specie se usata)

    1. Rispondi

      Eleonora

      Ciao, sì certo, hai ragione. Però il prezzo per la re-immatricolazione dipende molto dalla cilindrata dell’auto e dalle sue caratteristiche generali, ma non dalla sua età. Quindi, per esempio, se uno deve re-immatricolare qui un SUV di 10 anni, gli costerà probabilmente il doppio o triplo se non addirittura il quadruplo di quanto costato a me, perciò chiaro, è da valutare.
      Quello che volevo far conoscere con il mio articolo, era dare delle info generali sull’iter da seguire e soprattutto dare un’idea dei costi, che in nessun caso si possono conoscere prima di iniziare il processo.
      Chiaramente basandosi sulla mia esperienza, un’altra persona potrà prendere la migliore decisione in base alla propria situazione finanziaria e allo stato della propria auto.
      E calcolando che qui l’auto la uso pochissimo e faccio circa 10 chilometri a settimana, forse meno… rimango ancora scettica sulla scelta che ho fatto!! 😉
      Ciao

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