Calimocho, tinto de verano e lambrusco: come si beve il vino a Valencia

Oggi ho deciso di svelarvi qualche piccola curiosità sul vino, o meglio su come il vino viene consumato e apprezzato dagli spagnoli in generale e dai valenciani in particolare.

Per molti italiani originari della patria produttrice di vini eccezionali apprezzati in tutto il mondo, il vino è una bevanda che non deve essere profanata. È quasi qualcosa di mistico, un nettare da gustare e valorizzare. Ecco perché in Italia, se dovessimo incontrare qualcuno che osa mischiare il vino con qualche altra bevanda ne rimarremmo scioccati. Ecco, possiamo fare magari una piccola eccezione per l’acqua che, in rari casi, viene usata per “allungare” un po’ il vino ma qui in Spagna raggiungiamo altri livelli, quasi inaccettabili a mio parere.




Non parlo della Sangria, la bevanda tipica spagnola fatta con vino rosso (o bianco) a cui viene aggiunta della frutta fresca e succo d’arancia, ma di veri e propri mix a base di vino.

Vediamo perciò quali sono i principali cocktail a base di vino che si consumano in Spagna: il calimocho e il tinto de verano.

Calimocho e tinto de verano: cosa sono e dove hanno origine

Il calimocho altro non è che un cocktail ottenuto mixando vino rosso e coca cola. L’origine del calimocho è ancora piuttosto incerta, ma vediamo di schiarirci un pochino le idee. Il termine calimocho deriva dal termine basco kalimotxo anche se, secondo il libro “El invento del kalimotxo y anécdotas de las fiestas”, gli ideatori della parola hanno dichiarato che questa miscela non era nuova e che si chiamava Rioja libre, chiarendo inoltre che si trattava di una bevanda molto minoritaria, apprezzata solo dai signori di Bilbao e in particolare dagli agenti di cambio e di borsa. Ad ogni modo, pare che nemmeno i baschi siano gli inventori di questa bevanda ma che, anzi, nel XX secolo “gli immigrati italiani (in America) scoprirono che mescolando la Coca Cola con il loro vino Chianti potevano bere tutta la notte, impiegando molto tempo per ubriacarsi e rimanendo svegli grazie alla caffeina”. Ora, se sia davvero vero o meno, è difficile a dirsi ma pensare che forse il calimocho l’hanno inventato dei nostri compatrioti… aiuto!




Ad ogni modo, oggigiorno gli spagnoli non utilizzano vini pregiati per creare il loro calimocho ma, quasi sempre, utilizzano vini di bassa qualità o quelli del classico “cartone”.

Il calimocho

Il tinto de verano non è poi molto diverso dal calimocho a parte il fatto che, invece della coca cola, è ottenuto mixando vino rosso e gassosa. Anche la storia del tinto de verano è piuttosto antica e, pare, risalga ai primi anni del ‘900. Secondo la leggenda, all’inizio del Novecento c’era un locale a Cordoba, situato in un punto della Carretera del Brillante, di fronte alla strada che portava a Cañito Bazan (oggi Avenida de la Arruzafa), che si trovava nel quartiere nord-occidentale ed era frequentata da famosi chitarristi e cantanti e aveva anche una scuola di corrida.
Si iniziò a chiamarlo Venta de Vargas in onore del nome del suo proprietario, Antonio Vargas del Moral, e nei caldi pomeriggi e serate d’estate alla gente di Cordoba piaceva andarci per rinfrescarsi con un bicchiere di vino rosso e soda, che ben presto divenne noto con il nome del locale: “Andiamo dal Brillante per avere un Vargas!”. Inoltre, l’origine del nome Vargas potrebbe derivare dalla richiesta di un Valdepeñas (un tipo di vino prodotto nella regione di Castilla-La Mancha) con una bibita gassata che, accorciato darebbe origine a “Val-gas” e, per derivazione, la “elle” sarebbe diventata “erre” diventando quindi Vargas. Ancora oggi Vargas è il nome originale del cocktail anche se il fatto che venisse consumato principalmente d’estate ha poi decretato il suo nome definitivo “tinto de verano” ossia “il (vino) rosso dell’estate”.

Esistono in realtà due diverse versioni di tinto de verano: il tinto de verano con limone e il tinto de verano con gassosa, più diffuso e apprezzato.

Il vino italiano in Spagna: perché si trova solo il Lambrusco?

Veniamo ora ad un’altra curiosità sempre in tema vini… se vi è capitato o vi capiterà di girare per il reparto vini di un qualsiasi supermercato (e vi consiglio di farlo) o andate in un qualsiasi ristorante (purché non italiano) troverete un solo vino italiano: il Lambrusco. Sembra assurdo che con tutti i buonissimi vini che l’Italia produce qui arrivi solo il Lambrusco, eppure è davvero così. La cosa davvero assurda è che gli spagnoli lo adorano!

Mi sono chiesta il perché di questa cosa e, a questo punto, la domanda sorge spontanea… volete sapere anche voi perché gli spagnoli amano il Lambrusco? Ecco cosa ho scoperto navigando in rete… in Spagna non c’è un altro vino che non sia il Lambrusco che gode di maggiore reputazione tra i giovani dai venti ai trent’anni e non ce n’è nessun altro che abbia una reputazione peggiore tra i critici, almeno in Spagna. Ma allora, perché piace così tanto?




Ho letto un’intervista di una certa Meritxell Falgueras, sommelier, giornalista e grande conoscitrice di vini spagnoli e italiani secondo cui questa predilezione per il lambrusco italiano deriva dal fatto che “quando siamo giovani, ci piacciono le bibite aromatizzate alla frutta e le bibite gassate. Per questo motivo è normale che molti di noi abbiano iniziato con questo tipo di vino. È fruttato, amabile, dolce e frizzante. E anche a buon mercato”. Queste sono le caratteristiche che hanno reso il Lambrusco un vero e proprio bestseller in Spagna. Insomma, per gli spagnoli abituati a bere calimocho o tinto de verano il Lambrusco è un vino straniero, italiano a voler essere precisi che fa sempre un po’ “figo”, ma dallo stesso gusto e consistenza dei loro mischioni a base di vino e gassosa o vino e cola.

Bé, io non so voi ma continuo a preferire un bel calice di Chianti! 😀 E voi, che ne pensate?



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