La paella: ricetta, storia e curiosità sul piatto tradizionale di Valencia | My Life in Valencia

La paella: ricetta, storia e curiosità sul piatto tradizionale di Valencia

portuguese dating site montreal Prima o poi dovevo scriverlo questo articolo, d’altronde la binäre optionen ioption paella è il source link piatto tradizionale di Valencia ed era giusto dedicargli un po’ di spazio.

haruma yuma dating Ecco allora che vi presento la paella, un piatto che ha ormai varcato i confini nazionali ed è possibile mangiare in tutto il mondo. Questo, però, non significa che ovunque la si incontri buona e ben cucinata. Spesso, purtroppo, può capitare di confrontarsi con paellas che, in realtà, paellas non sono e che anzi sono lontane anni luce da quelle che un vero valenciano considererebbe autentiche.

Paella: origine e storia del piatto tradizionale di Valencia

http://milehiproperty.com/?ki0oss=Free-online-form-filling-jobs-without-any-investment&131=2c La Paella nasce a Valencia e, per essere più precisi, all’ get link Albufera, una zona a sud di Valencia in cui ci si dedicava, e ci si dedica ancora oggi, alla coltivazione del riso, l’ingrediente principale della paella,  opzioni binatie tra il XV e il XVI secolo dalla necessità di agricoltori e pastori di trovare un pasto facile da preparare con gli ingredienti che avevano a portata di mano nella campagna, ma al contempo sostanzioso.




In origine gli ingredienti della paella erano i volatili, il coniglio di campagna o la lepre, le verdure fresche che si avevano a portata di mano, il riso, lo zafferano e l’olio d’oliva che si mescolavano nella paella (la padella in cui si cucina) con l’acqua e si cuocevano lentamente su un fuoco fatto con legna da ardere di rami d’arancio che, allo stesso tempo, conferiva al piatto un sapore e un odore caratteristico.

Paella de verdura – foto: lafallera.es

Origine del termine “paella”

Se l’origine esatta della paella non è nota, non è altrettanto chiaro da dove origini il suo nome, ossia il termine “paella“. Ci sono molte teorie che cercano di spiegare da dove la parola “paella” sia nata. La prima teoria è che il termine “paella” venga dal latino. La seconda teoria, invece, ritiene che il termine “paella” derivi dalla parola araba “baqiyah”. È possibile, in effetti, che “paella” sia una parola araba soprattutto dato che il riso è stato portato in Spagna dai páramos (così erano chiamati gli abitanti del Nord Africa) nell’VIII secolo.

coumadin generic cost Un’altra teoria, invece, è molto più romantica. Si racconta di una storia in cui un uomo preparò una paella per una ragazza per conquistare il suo affetto. In spagnolo, “paella” può essere una derivazione della frase “por ella” o “para ella” (ossia per lei). Anche se questa potrebbe essere solo una bella storia, forse potrebbe esserci una una certa verità dietro a questa teoria. In Spagna (come anche in Italia d’altronde), cucinare è generalmente un lavoro femminile, tuttavia, la paella è tradizionalmente un piatto preparato dagli uomini.




Con il termine “paella” però non si intende solo la pietanza, cioè il riso vero e proprio che si mangia, ma è paella anche la padella che si usa per prepararla. In effetti, sarebbe più corretto definire “paella” la pietanza e “paellera” la padella, giacché si tratta dell’utensile che si usa per prepararla. A Valencia, però, il termine “paellera” viene utilizzato solo per indicare la donna che la cucina e non il recipiente in cui la si cucina.

zantac prilosec 20 mg In breve, la paella non è altro che una padella, solitamente in acciaio lucidato, dalla quale è stata tolta la maniglia e, al suo posto, sono state fissate due maniglie per sostenere meglio il peso. Il diametro deve essere di almeno 22 cm. e non deve essere molto profonda, con bordi di circa 5 cm. a seconda del suo diametro. Teoricamente ogni paella è dimensionata per una quantità di riso e, tradizionalmente, la paella viene consumata nello stesso recipiente in cui viene cotta.

La tradizionale paella valenciana – foto: okdiario.com

La ricetta originale della paella valenciana e le sue “varianti”

lisinopril 5 mg image Nella sua go versione originale, la follow Paella Valenciana è composta dai seguenti ingredienti (per 4 persone):

400 grammi di riso (sceglierne uno specifico da paella)
1 kg. pollo a dadini
500 grammi di coniglio tritato
200 grammi di fagioli verdi
100 grammi di fagioli di Lima
100 grammi di pomodori tritati
6 cucchiai di olio d’oliva
Alcuni fili di zafferano
Paprica rossa macinata
Un rametto di rosmarino
Sale




Preparazione: versare l’olio sulla paella e accendere il fuoco. Una volta che l’olio è caldo, aggiungere il coniglio e il pollo e friggere fino a quando non sono dorati. Ricordarsi di giarre i pezzi di carne in modo che siano cotti in modo uniforme. Versare poi le verdure e rimestare il tutto. Versare poi il pomodoro tagliato e friggerlo mescolando costantemente. Aggiungere la paprika e mescolare solo per un momento, poi versare l’acqua fino ai rivetti della paella per evitare che si bruci. Aggiungere lo zafferano, il rosmarino e il sale. Quando l’acqua avrà raggiunto l’ebollizione, lasciarla bollire per circa 5 minuti a fuoco vivo. Quindi ridurre la fiamma a metà e lasciar cuocere per 20-30 minuti. Ravvivare il fuoco e aggiungete il riso. Il modo tradizionale è quello di gettarlo nella paella facendo una croce per poi distribuirlo uniformemente sulla superficie della paella. Approfittare ora per assaggiare e rettificare il sale. Mantenere il fuoco alto per circa 10 minuti e ridurre il calore a metà per un tempo simile fino a quando il riso sarà cotto.

Oltre alla tradizionale Paella Valenciana, http://feuerwehr-genderkingen.de/?yeryer=bekanntschaften-rheinland-pfalz&1f0=5a è possibile trovare nei ristoranti anche altre “varianti” che, a seconda dei casi, possono essere definite “paella di …” o più semplicemente “arroz …” (riso…). Esiste la paella di marisco preparata con i frutti di mare oppure la paella de verduras che non contiene né carne né pesce. Ancora, esiste l’arroz del senyoret, un riso con frutti di mare già puliti, l’arroz a banda, l’arroz negro o l’arroz a bogavante.

Arroz negro – foto: lafallera.es

3 curiosità + 1 sulla paella

La prima cosa importante da dire, soprattutto se avete intenzione di mangiarla in un ristorante, è che go site la paella viene preparata per un minimo di due persone.

La seconda cosa da far presente è che, per essere davvero buona, sul fondo il riso deve rimanere attaccato alla paella e creare una specie di crosticina secca da grattare con il cucchiaio, che viene chiamata http://teqho.com/?pleystewn=mujeres-solteras-tamaulipas&d86=24 socarrat. In realtà, è quella la parte più buona della paella ed è da questo dettaglio che si capisce se una paella è davvero ben fatta oppure no.




La terza curiosità… è un aneddoto divertente. Si racconta che ai tempi della Guerra d’Indipendenza un generale francese rimase così colpito dalla paella preparata da una ragazza che fece con lei un patto: per ogni nuovo piatto di paella, il generale avrebbe rilasciato un prigioniero spagnolo. La donna iniziò così a spremere la sua immaginazione e, grazie una grande capacità di improvvisazione, ogni giorno preparò al generale una paella diversa. Si dice che sia così riuscita a liberare ben 176 prigionieri. 😉

L’ultima curiosità… mi fa troppo sorridere! La paella è un piatto talmente importante che qualche mese fa i valenciani hanno fatto una petizione per far creare un emoticon ad hoc che ritraesse proprio il loro piatto tradizionale. Lo sapevate? Bè, ecco qui l’emoticon per la paella … ?.

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