Il Museo Fallero di Valencia

Come vi ho raccontato nel precedente articolo in cui vi spiegavo meglio Las Fallas, il Museo Fallero, che si trova nell’antico convento di Monteolivete, di fronte al Palau de las Artes Reina Sofia, ospita i ninots vincitori di ciascuna edizione de Las Fallas.

Come detto, ogni anno ciascuna Commissione Fallera (o Casa Fallera), unitamente con l’artista fallero incaricato della realizzazione della falla, sceglie la figura che lo stesso considera più appropriata per il monumento che sta costruendo, la quale viene posta in un’esposizione che permane dal primo sabato di febbraio fino al 15 marzo.

Durante questo periodo, tutti possono visitare l’esposizione, ammirare i ninots e scegliere quello che per la sua bellezza o per la sua grazia ed intenzione artistica viene considerato meritevole dell’indulto dal fuoco.

I ninots premiati ogni anno, esattamente uno per le fallas grandi e uno per le fallas piccole (le fallas piccole vennero incluse solo a partire dal 1963) vengono esposti al Museo Fallero, che ho visitato per voi.



PERCHÉ UN MUSEO?

Durante gli anni ’20 del ‘900, quando le fallas avevano cominciavano ad essere delle vere opere d’arte realizzate da grandi artisti, si iniziò a chiedere che non venissero bruciate completamente, ma che alcune figure o scene venissero risparmiate, soprattutto quelle che si erano evidenziate per la loro speciale qualità.

Nel 1924 si impose con più fermezza questa richiesta, ma si dovette aspettare fino al 1933, anno in cui si tenne una sfilata che premiò un ninot, a seguito di una votazione popolare.

L’anno seguente, il 1934, su proposta dell’artista fallero Regino Mas, venne approvata l’idea dell’Indult del foc (cioè l’indulto dal fuoco) che prevedeva appunto l’indulto per il ninot che, a seguito di una votazione popolare, avrebbe ricevuto il maggior numero di voti.

Il primo ninot a cui fu concesso l’indulto è questo, chiamato “Iaia i néta” della Falla de la Plaza del Mercat, ovviamente risalente all’edizione del 1934.

GLI STILI DEI NINOTS

I ninots degli anni ’30 riproducono scene tipiche di personaggi tradizionali, che cercano di ricreare il folclore valenciano.

Negli anni ’40 si aggiunsero rappresentazioni di artigiani, personaggi popolari che animavano le strade e riferimenti a personaggi del cinema. Nello stesso tempo, si incontrano anche ritratti affidabili e virtuosi, il cui obiettivo era creare empatia con il pubblico.

Nel 1955 si proibì di indulgere solo ritratti e si iniziò a dare maggiore rilievo a scene dalla linea più comica e umoristica. In quest’epoca di privazioni, predominano le figure a tema sociale realista, mentre le rappresentazioni femminili assumono maggiore carica erotica. Inoltre, si possono iniziare a incontrare personaggi del mondo fantastico, propri di un immaginario collettivo moderno.

Negli anni ’60, invece, predominano scene più naturali, pur sempre umoristiche, in cui si incontrano temi d’attualità come la migrazione, l’industrializzazione e il consumismo.

Durante gli anni settanta regnano personaggi più semplici e non collegati alla situazione politica dell’epoca, che invece era tumultuosa.

Negli anni ’80 iniziò la tendenza a rappresentare scene tipiche di lavori tradizionali, trattati con vena nostalgica. Inoltre si iniziarono ad introdurre riferimenti alla situazione politica attuale e ai problemi sociali della vita quotidiana della città.

A partire dagli anni ’90, invece, tranne alcuni casi rari, le scene iniziano a rappresentare situazioni sentimentali che richiamano agli antichi valori familiari, come nonni con nipotini, e che evocano la tradizione e i buoni sentimenti. 

I MATERIALI

Durante la visita, potete trovare molti cartelli che vi spiegano anche quali sono i materiali che, nel corso degli anni, sono stati utilizzati per costruire le fallas.

I monumenti di fine ‘800 e della prima metà del ‘900 erano fatti per lo più di legno e fil di ferro, ricoperti poi con stoppa e rivestiti di tele e vecchi abiti. Per i piedi venivano utilizzate vecchie scarpe e i volti erano di cartone.

Negli anni ’30 si iniziò a seguire la tecnica utilizzata per i pupazzi giocattolo e gli artisti falleri realizzavano dapprima un manichino, il quale poi, dopo avergli aggiunto testa e membra superiori, veniva dipinto e vestito.

È del 1956 il primo ninot a cui fu concesso l’indulto costruito interamente in cartone.

Negli anni ’60 del ‘900 i volti iniziarono a essere di cera, riempita con alabastro liquido.

Negli anni settanta, invece, si introdusse un nuovo materiale: il poliestere. Anche se un po’ più costoso, questo materiale era perfetto: molto resistente e leggero.

È durante gli anni ’80 che fanno la loro comparsa fallas costruite in poliuretano o sughero bianco, un nuovo materiale che permetteva di produrre in diretto, cioè senza l’uso di uno stampo.




I MANIFESTI DELLE “FALLAS

Oltre ai ninot, il Museo raccoglie anche le locandine prodotte da vari artisti vincitrici delle singole edizioni.

Fu infatti nel 1929 che, data la sempre più crescente popolarità de Las Fallas, la Società Valenciana per lo Sviluppo del Turismo diede l’incarico per la realizzazione del primo manifesto de Las Fallas al famoso artista internazionale Josep Segrelles Albert.

L’anno successivo, venne indetto il primo concorso per la elezione della migliore locandina e il primo premio fu assegnato al professore della Scuola di Arti Applicate Vicent Canet.

A partire da allora, ogni anno i migliori artisti riconosciuti nelle diverse specialità delle belle arti si sfidano per assicurarsi l’ambito premio.

Nel Museo, potete trovare esposte tutte le locandine vincitrici, ciascuna accanto ai ninots vincitori nel medesimo anno.

I RITRATTI DELLE FALLERAS MAYORES

La Fallera Mayor è una figura molto importante de Las Fallas e apparve per la prima volta nel 1931. Ogni Casa Fallera elegge due falleras mayores, una ragazza che rappresenta la Commissione Fallera e una bambina che rappresenta la falla infantile.

Fra tutte le falleras mayores di Valencia ne vengono scelte due, una bambina e una ragazza, che saranno le fallere ufficiali per Las Fallas.

Nel mese di luglio ogni falla presente le proprie candidate e le prescelte passano a una finale che si tiene nel mese di settembre. Le fallere mayores delle varie fallas vengono elette in ottobre, durante una cerimonia che viene trasmessa anche in tv.

L’elezione della Fallera Mayor, invece, si tiene a fine gennaio al Palau de la Música.

Nel Museo potete ammirare anche i ritratti di tutte le Falleras Mayores delle varie edizioni.





**INFORMAZIONI UTILI**

Dove: Plaza Monteolivete, 4, 46006 Valencia, Spagna

Orari: Da lunedì a sabato dalle 09:30 alle 19:00. Domenica e festivi dalle 09:30 alle 15:00.

Prezzo: Intero € 2,00, Ridotto €1,00 (bambini dai 7 ai 12 anni, gruppi, pensionati e studenti muniti di Carta Giovani). Domenica e festivi, ingresso gratuito.

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